Mnemosyne è un atlante figurativo (in tedesco, Bilderatlas) composto da una serie di tavole, costituite da montaggi fotografici che assemblano riproduzioni di opere diverse: testimonianze di ambito soprattutto rinascimentale (opere d’arte, pagine di manoscritti, carte da gioco, etc.); ma anche reperti archeologici dell’antichità orientale, greca e romana; e ancora testimonianze della cultura del XX secolo (ritagli di giornale, etichette pubblicitarie, francobolli).
Obiettivo dell’Atlante è illustrare i meccanismi di tradizione di temi e figure dall’antichità – orientale e greco-romana – all’attualità, con particolare riguardo alla ripresa di moti, gesti e posture che esprimono l’intera gamma dell’eccitazione emozionale (l’aggressione, la difesa, il sacrificio, il lutto, la malinconia, l’estasi, il trionfo, etc.).
Mnemosyne è l’ultimo progetto di Aby Warburg. Al momento della morte, nel 1929, Warburg lasciò un lavoro incompleto (i 63 pannelli dell’ultima versione), l’abbozzo di una Introduzione e una serie di appunti raccolti poi dalla sua collaboratrice Gertrud Bing. Solo nel 1994 vedrà la luce a Vienna una prima edizione della versione incompiuta dell’Atlante, la ‘versione Daedalus’, che comprende 63 pannelli, i primi tre siglati da lettere (A, B, C) e gli altri numerati con cifre (da 1 a 79, con lacune). Nell’ultimo decennio alla prima pubblicazione hanno fatto seguito altre tre edizioni in lingua tedesca e italiana. Solo recentemente dunque l’Atlante, che per più di mezzo secolo era quasi caduto nell’oblio, è stato riscoperto e, grazie anche ad alcune mostre, conosce oggi una stagione di fortuna critica ed editoriale.
Le tavole dell’Altlante




Fonti:
La rivista di Engramma http://www.engramma.it/eOS/core/frontend/eos_atlas_index.php
The Warburg Institute https://warburg.sas.ac.uk/